Nel 2015 il comune di Milano ha lanciato una nuova food policy volta a creare un sistema alimentare più sostenibile ed a contrastare lo spreco coinvolgendo tutti gli attori locali del pubblico, del privato e del terzo settore.

L’anno successivo è stato redatto un protocollo d’intesa, intitolato “zero waste”, per dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 ed implementare un nuovo modello volto a recuperare e ridistribuire il cibo in eccedenza il più possibile a chilometro zero.

Nel gennaio 2019 è stato così inaugurato il primo “Food waste hub” nel quartiere Isola che raccoglie le eccedenze alimentari di supermercati ed aziende donandole poi a centinaia di famiglie milanesi bisognose. Questo ha permesso finora di salvare oltre 10 tonnellate di cibo al mese ridistribuendolo a 3.800 persone.

A luglio del 2021 è stato aperto il terzo hub a Gallarate che fornisce anche altri servizi come assistenza legale, consulenza psicologica, corsi di lingua e sostegno all’infanzia. Nei prossimi mesi verranno lanciati altri due hub in altri quartieri di Milano.

Andrea Segrè, professore di politica agricola all’università di Bologna, ritiene fondamentale questo approccio locale: “Ogni città del mondo potrebbe applicare questo modello. Serve un po’ di competenza, un po’ di conoscenza e attori volenterosi. Ma si può riprodurre facilmente”.

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