Nel corso della notte tra il 24 e il 25 novembre a Ischia, isola che si trova a una trentina di km da Napoli, è avvenuta una frana.

Durante la notte, a causa della pioggia il terreno ha ceduto sotto il peso dei detriti, che sono franati dal monte Epomeo fino al mare, trascinando tutto quello che hanno trovato lungo la strada.

Al momento in cui scriviamo risultano ancora disperse 4 persone, ci sono 5 feriti e 8 morti.

Non è la prima volta che l’isola viene colpita da eventi simili. Tra le più recenti ricordiamo una del 1987 e una del 2009, entrambe con una vittima.

Probabilmente una delle cause principali della gravità di questo evento è da ricercare nell’abusivismo edilizio. Il terreno, già molto precario, ha visto costruire nel corso degli anni sempre più abitazioni in posti dove non doveva essere possibile.

Per edificare le abitazioni molti alberi sono stati abbattuti. Le radici degli alberi avrebbero forse potuto evitare questo incidente. Aver costruito in determinati punti dell’isola è stato “giocare alla roulette russa” dice Egidio Grasso, presidente dell’ordine dei geologi della Campania.

La procura di Napoli ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro colposo, al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati.

Il SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) afferma che dall’inizio del 2022 i casi estremi legati al clima sono oltre 130, il numero più alto dell’ultimo decennio, i casi sono 1318 dal 2010 a oggi, e sono causati dal cambiamento climatico.

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