Le isole Eolie, già patrimonio mondiale dell’Unesco, sono state di recente inserite nell’elenco mondiale degli Hope Spot, aree marine individuate come scientificamente fondamentali per la biodiversità degli oceani.

La nascita degli Hope Spot si deve alla fondazione Mission Blue di Sylvia Earle, la più importante oceanografa del mondo che, da più di 50 anni, si batte per la difesa degli oceani. Le sette isole vulcaniche si aggiungono così al centinaio di Hope Spot già presenti nel mondo.

I criteri di individuazione vanno dalla ricchezza della biodiversità e degli ecosistemi, alle capacità di rigenerarsi dai danni derivanti dall’impatto delle attività umane, ma anche all’importanza economica che rivestono per le comunità.

I tentativi dei pescatori di ridurre l’impatto ambientale delle loro attività tramite la definizione di un “Codice di buona condotta” basato sulla pesca responsabile e la scelta delle amministrazioni locali di trasformare le Isole Eolie in aree plastic free hanno portato alla concessione per l’arcipelago del titolo di Hope Spot.

Ma la speranza da sola non basta ed è ripartita anche la campagna per la designazione delle isole Eolie come Area Marina Protetta. Perché è un modello che ha già dimostrato quali e quanti benefici ne tragga sia il mare che chi di mare vive, oltre che tutti noi.

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