“Satellite” proviene dal termine latino satelles, che significava inizialmente “compagno di viaggio” e, in seguito, o “servitore, seguace, custode” e/o “guardia del principe o re”.

Risale all’epoca di Tarquinio Prisco, primo re etrusco, in cui le sue guardie erano, appunto, definite “satelliti”. Per coloro che non simpatizzavano per il re, assunse il valore dispregiativo di “ministro malvagio”, che si è poi evoluto in “sgherro” o “sbirro”, una sorta di “guardia armata senza scrupoli”.

Fu lo scienziato Keplero, nel 1610, a rievocarne il significato benevolo, trasferendolo dal contesto militare a quello astronomico e utilizzandolo per definire i corpi celesti che orbitano intorno ai pianeti.

La Luna, per esempio, è il nostro unico satellite naturale ma con “satellite” si può intendere anche un insieme di apparecchiature artificiali lanciate dall’uomo nello spazio e poste in orbita intorno a un pianeta o a un satellite celeste a scopo di osservazione o ricerca.

L’accezione astronomica ha così ricondotto “satellite” al suo significato di “compagno di viaggio” o, anche, “custode”.

La Luna, influenzando molti aspetti correlati al nostro pianeta, è, di fatto, una grande e cara compagna di avventure per i terrestri, così come ogni oggetto artificiale inviato in orbita per scoprire nuove relazioni con l’universo: Sarebbe impensabile farne a meno!

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