“Sono felice ed orgoglioso di essere stato invitato alla COP 26 di Glasgow perché è un’opportunità per far vedere queste fotografie al maggior numero di persone” così il fotografo e reporter Marco Garofalo, autore di centinaia di scatti in molti luoghi del mondo sui problemi, ma anche le soluzioni nell’accesso all’energia.

È il progetto Energy Portraits nato nel 2017 per raccontare l’impatto delle difficoltà energetiche sulle famiglie di quattro diversi continenti nel Global South. I due terzi vivono in Africa e proprio qui il fotografo ha documentato alcuni esempi di soluzioni nate dal basso.

I masai, ad esempio, hanno imparato da soli ad utilizzare la tecnologia solare e sul tetto delle classiche case di fango e paglia è normale oggi trovarci un pannello solare. “La fotografia ha un ruolo fondamentale nella comunicazione ai non addetti ai lavori, rendendo il tema del cambiamento climatico comprensibile al di là di dati e grafici”.

Il diritto ad un’energia moderna, sostenibile e a prezzi accessibili è oggi riconosciuto come un prerequisito per qualsiasi obiettivo di sviluppo. Ecco perché dal 2015 è stato inserito nell’agenda delle nazioni unite come uno degli obiettivi più importanti da raggiungere entro il 2030.

“È importante raccontare ai nostri figli che dietro quei tre buchi che ci sono nel muro c’è un mondo. Far capire loro che nel Global North questo lo diamo per scontato, c’è un interruttore ed accendi la luce, ma in altre parti del mondo questa garanzia ancora non c’è”.

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