Viene dal latino Con questo termine, gli antichi Romani indicavano una delle tre parti della corteccia dell’albero, la più interna e morbida, oltre a “scorza” e “alburno”.

Si tratta di una lamina fibrosa che, staccata e fatta seccare, veniva utilizzata fin dai tempi degli antichi Egizi per scrivere.

La radice europea della parola libro è “lap”, che porta il significato di “sbucciare”. Un libro è affine, in effetti, all’idea di un insieme di strati da sbucciare, fino a giungere al cuore della narrazione.

Interessante notare che il termine “liber”, in latino, ha un doppio significato: se scritto con la i lunga, significa libertà. Anche se non direttamente riconducibile al significato di libro, un nesso potrebbe esserci: i liberi erano, una volta, i “non schiavi” e, dunque, coloro che potevano avere accesso ai libri.

È comunque affascinante scoprire che questo termine ha origini etimologiche in una parola tanto concreta, che indica la materia di cui era fatto, uguale ad un’altra che, seppur distante, rappresenta il valore più alto che la lettura sa esprimere: la libertà.

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