La corte di giustizia europea ha condannato nel 2019 la Francia per la scarsa qualità della sua aria, in particolare nella capitale, sottolineando che è stato superato “in modo sistematico e persistente” il limite di soglia del biossido di azoto (NO2) fin dal 2010.

 

Parigi è infatti la città della luca ma non del verde, non ancora. Eppure qualcosa si muove ed è in corso una vera rivoluzione con progetti faraonici legati alle olimpiadi del 2024 che si incrociano con piccole iniziative, pubbliche e private per liberare la capitale dall’asfalto e vestire viali, tetti e cortili di fiori e piante e perché no anche di frutta e verdura.

 

Il comune di Parigi ha così approvato una legge che permette ai cittadini di coltivare ovunque, non solo sui tetti, sulle facciate dei palazzi e nei cortili ma anche nei lotti di terra pubblica favorendo così la nascita di piccole aiuole intorno alle migliaia di alberi piantati in città. L’obiettivo è sempre lo stesso ossia educare la cittadinanza alla biodiversità e rendere Parigi sempre più verde.

 

I tetti dell’area fieristica Expo Porte de Versailles ospitano invece “Nature Urbaine”, la fattoria metropolitana più grande del mondo: un orto pensile con 15000 m2 di terra coltivata nelle serre a pavimento o a colonna dove crescono circa una trentina di specie. Qui si sperimentano anche nuove tecniche di coltivazione e irrigazione che permettono di risparmiare circa il 90% dell’acqua normalmente utilizzata nell’agricoltura tradizionale.

 

Entro il 2024 i famosi Champs Elysées diventeranno un giardino straordinario con prato all’inglese, piste ciclabili e ristoranti immersi nel verde. Un progetto da 250 milioni di euro affidato all’architetto Philippe Chiambaretta: “Sono stati i commercianti e gli abitanti del quartiere a chiedere questo cambiamento e abbiamo riflettuto insieme a loro e con il contributo di intellettuali ed architetti su come ridare charme agli Champs Elysées”.

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