È un suono che viene da lontano, da un lunghissimo viaggio che lo ha portato fino a qui. È quello di un violino che è stato costruito, grazie al progetto “metamorfosi”, nel carcere di Milano-Opera con il legno dei barconi dei migranti arrivati a Lampedusa.

Lo scopo è realizzare strumenti musicali attraverso i quali le persone, a cominciare dalle scuole, possano conoscere una realtà, quella dei migranti, che viene spesso rimossa, guardata con indifferenza o affrontata e raccontata in modo ideologico.

Dieci barconi di quelli arrivati a Lampedusa sono stati così messi a disposizione del laboratorio di liuteria e falegnameria del carcere dove cinque persone, che stanno scontando la pena, lavoreranno anche per recuperare la propria dignità.

Violini, viola e violoncelli verranno poi prestati ad orchestre italiane e straniere e ad artisti di fama che li utilizzeranno per concerti in tutto il mondo con lo scopo di sensibilizzare circa il dramma che vivono quotidianamente i migranti, costretti a fuggire da guerre, persecuzioni, povertà, carestie.

Questi strumenti musicali porteranno con loro una cultura della conoscenza, dell’accoglienza e dell’integrazione attraverso la bellezza e le armonie.

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