
Questo mese, abbiamo chiacchierato con Marco Grieco, giornalista vaticanista. Ecco alcuni estratti dalla sua intervista:

Che lavoro fa il giornalista “vaticanista”?
Analizza tutto quello che accade nel piccolo Stato del Vaticano, ma anche quello che fa il Papa fuori dai suoi confini.

Com’è stato seguire questo conclave?
È stata una maratona. Da quando muore un Papa a quando ne viene eletto un altro, inizia un periodo chiamato Sede vacante. C’è un cerimoniale molto preciso da rispettare. Bisogna stare dietro a tutto, ma anche provare a raccontare tutto questo al mondo di fuori.

Perché il Vaticano è così importante?
Perché è una zona neutra. È uno Stato governato da un capo religioso che guida i cattolici di tutto il mondo. E la religione supera le divisioni degli Stati! Un Papa deve essere neutro e imparziale. Per questo, tanti leader o capi di stato scelgono di firmare trattati di pace in Vaticano.

Quali pensi che saranno i temi cari a Papa Leone XIV?
Secondo me, come Papa Francesco, penserà molto alla povertà. Ma un altro tema per lui molto importante potrebbe essere quello dell’Intelligenza artificiale.

Leone XIV è statunitense. Perché questa scelta?
È una scelta geografica. La Chiesa, oggi, vive fuori dall’Europa. Leone XIV è un Papa nordamericano, ma che ha vissuto molti anni in Perù, in Sud America. Il conclave ha scelto un Papa che unisce questi due mondi.